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Guide meteo · Aggiornato il 31 ottobre 2026 · Redazione ClimaLuma

Vortice polare e burian: cosa sono e quando portano il gelo

Il vortice polare è una vasta area di bassa pressione e di aria molto fredda che si trova sopra il Polo Nord, circondata da forti venti che soffiano da ovest verso est. Esiste tutto l’anno, ma d’inverno è più esteso e intenso. Se ne parla molto perché il suo comportamento influenza gli inverni anche in Europa e in Italia.

Vortice polare forte o debole: cosa cambia

Quando il vortice polare è compatto e veloce, l’aria gelida resta “chiusa” sopra l’Artico: in Europa gli inverni tendono a essere più miti, con perturbazioni atlantiche. Quando invece si indebolisce, si deforma o si divide in più parti, alcune masse di aria gelida possono scendere verso le medie latitudini, portando ondate di freddo in Nord America, in Europa o in Asia.

Il riscaldamento stratosferico improvviso

Il vortice polare si estende anche nella stratosfera, tra circa 10 e 50 km di quota. A volte, in pieno inverno, la stratosfera sopra il Polo si riscalda di decine di gradi in pochi giorni: è il cosiddetto riscaldamento stratosferico improvviso. Può indebolire o spezzare il vortice, e nelle settimane successive aumenta la probabilità di irruzioni fredde verso sud. Non è però una garanzia: dove arriverà il freddo, e se arriverà in Italia, dipende dalla posizione di anticicloni e depressioni.

Cos’è il burian

Burian è il nome di un vento gelido delle steppe russe e siberiane. In Italia si usa per indicare le irruzioni di aria molto fredda che arrivano da est, spinte dall’anticiclone russo-siberiano. Colpiscono soprattutto le regioni adriatiche, con temperature sotto zero, vento forte e a volte neve fino in pianura: un esempio recente è la fine di febbraio 2018, quando nevicò anche a Roma.

Due esempi: 1985 e 2018

Alcune delle ondate di gelo più ricordate in Italia sono arrivate dopo un forte indebolimento del vortice polare. Nel gennaio 1985 un’irruzione di aria artica portò neve e temperature eccezionalmente basse in gran parte del Paese, con nevicate anche a Firenze e Roma. A metà febbraio 2018 un riscaldamento stratosferico improvviso spezzò il vortice; circa due settimane dopo arrivò il burian, con gelo e neve fino alle coste.

Vortice polare e cambiamento climatico

L’Artico si sta scaldando più velocemente del resto del pianeta, e alcuni studi ipotizzano che questo possa rendere il vortice polare più instabile. Su questo punto, però, la ricerca è ancora aperta e non c’è un accordo pieno tra gli scienziati. Per le basi del fenomeno leggi la guida su effetto serra e cambiamento climatico.

Domande frequenti

Il vortice polare porta sempre il freddo in Italia?

No: un vortice polare debole aumenta la probabilità di ondate di freddo alle medie latitudini, ma il gelo può colpire altre zone e non l’Italia.

Burian e vortice polare sono la stessa cosa?

No: il vortice polare è una struttura sopra l’Artico, il burian è il vento gelido che arriva da est. A volte un vortice polare indebolito favorisce l’arrivo del burian.

Con quanto anticipo si può prevedere un’ondata di gelo?

Le tendenze si intravedono anche con due o tre settimane di anticipo, ma i dettagli su temperature e neve diventano affidabili solo pochi giorni prima.

Da ricordare: il vortice polare è sempre presente sopra l’Artico. Fa notizia quando si indebolisce, perché aumenta la possibilità di ondate di freddo, ma non le rende certe.

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