Guide meteo · Aggiornato il 31 ottobre 2026 · Redazione ClimaLuma
Ciclone: cos’è, uragani, tifoni e medicane
Un ciclone è un’area di bassa pressione atmosferica intorno alla quale l’aria ruota. È l’opposto dell’anticiclone: invece di tempo stabile porta nuvole, piogge e vento. Sulle carte meteo italiane è indicato con la lettera B (o L in quelle internazionali).
Come funziona un ciclone
Al centro di un ciclone l’aria converge e sale verso l’alto. Salendo si raffredda, il vapore condensa e si formano le nuvole. Nel nostro emisfero l’aria gira intorno al ciclone in senso antiorario. Le normali perturbazioni che portano pioggia in Italia, con i loro fronti, sono cicloni “extratropicali”: grandi, ma di solito senza venti estremi.
Uragano, tifone e ciclone tropicale: che differenza c’è?
Sono lo stesso fenomeno: un ciclone tropicale molto intenso, che nasce sopra mari caldi. Cambia solo il nome a seconda di dove si forma:
| Nome | Dove si forma |
|---|---|
| Uragano | Oceano Atlantico e Pacifico nord-orientale |
| Tifone | Pacifico nord-occidentale (Asia orientale) |
| Ciclone | Oceano Indiano e Pacifico meridionale |
Si parla di uragano quando il vento medio supera circa 119 km/h. La scala Saffir-Simpson li classifica in cinque categorie: nella categoria 5 i venti superano i 250 km/h.
Medicane: i cicloni del Mediterraneo
Il termine medicane unisce Mediterranean e hurricane. Indica cicloni che si formano nel Mar Mediterraneo e assumono alcune caratteristiche di quelli tropicali, come un “occhio” centrale senza nubi. Sono più piccoli e in genere meno potenti di un uragano, ma possono portare raffiche molto forti, mareggiate e piogge eccezionali. Si formano soprattutto tra la fine dell’estate e l’inverno, quando il mare è ancora caldo.
Perché in Italia si parla di “ciclone”
Nei titoli dei giornali “ciclone” indica spesso una forte perturbazione in arrivo. In senso tecnico è corretto, perché ogni perturbazione è un’area di bassa pressione, ma non significa che arrivi un uragano: per capire cosa aspettarsi conviene guardare le previsioni di pioggia e vento e le eventuali allerte.
La scala Saffir-Simpson degli uragani
| Categoria | Vento medio |
|---|---|
| 1 | 119–153 km/h |
| 2 | 154–177 km/h |
| 3 | 178–208 km/h |
| 4 | 209–251 km/h |
| 5 | 252 km/h e oltre |
Dalla categoria 3 in su si parla di uragani maggiori. Oltre al vento, gran parte dei danni deriva dall’innalzamento del mare lungo le coste e dalle piogge torrenziali.
L’occhio del ciclone e la stagione degli uragani
Al centro dei cicloni tropicali più intensi c’è l’occhio, una zona larga alcune decine di chilometri dove il vento cala e il cielo può essere quasi sereno. Intorno c’è il muro dell’occhio, dove si trovano i venti e le piogge più violenti. Nell’Atlantico la stagione degli uragani va ufficialmente dal 1° giugno al 30 novembre, con il picco tra agosto e ottobre, quando il mare è più caldo.
Medicane che hanno fatto notizia
Tra i medicane più noti degli ultimi anni ci sono Ianos, che nel settembre 2020 ha colpito la Grecia con vento e piogge eccezionali, e Daniel, che nel settembre 2023 ha causato gravissime alluvioni in Grecia e soprattutto in Libia, dove il cedimento di due dighe ha devastato la città di Derna.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra ciclone e anticiclone?
Il ciclone è un’area di bassa pressione e porta maltempo; l’anticiclone è un’area di alta pressione e porta tempo stabile.
In Italia possono arrivare gli uragani?
Gli uragani atlantici no, ma nel Mediterraneo si formano i medicane, cicloni più piccoli con caratteristiche simili.